Recensioni dei libri sulle mensole di casa mia (e altre cose nei paraggi)

I gatti del mio appartamento

In Cose nei paraggi on 6 luglio 2009 at 12:36

Come in certe desolate praterie cinematografiche, dove nella calma del pomeriggio il vento sposta balle di fieno che silenziose rotolano da una parte all’altra dell’orizzonte, a volte sento rotolare i gatti sul pavimento di casa mia.

Esempio di gatto appena nato

Esempio di gatto appena nato

I gatti, o come diavolo si chiamano quei batuffoli di polvere che si fanno chiamare gatti ma non sono gatti, in casa mia hanno il possesso di tutti gli angoli non nascosti, perché in quelli nascosti essendo nascosti non si fanno vedere.

I gatti del mio appartamento si dividono in spavaldi e remissivi. Gli spavaldi si fanno trovare ogni volta in un luogo diverso, e per cercarli basta non pensarci che vengono fuori da soli, presentandosi ai tuoi piedi all’apertura di porte, finestre, e sempre e comunque nelle occasioni in cui in casa è previsto uno o più ospiti.

I remissivi invece si radunano in luoghi ben precisi, che nel mio caso sono dietro la porta della camera da letto, dietro quella del bagno ma solo in corrispondenza di un lato della vasca, sotto al letto nella loro tipica posizione “a riccio”, ovvero rannicchiati al centro del pavimento, come se non li vedessi che sono lì sotto, stessa tattica adottata col divano, e infine sotto due mobiletti con le ruote in cucina.

Siccome se volevo dei gatti me li avrei presi da solo, per eliminare i gatti utilizzo tecniche differenti a seconda delle loro caratteristiche. Per gli spavaldi vado sul sicuro utilizzando un aspirapolvere marca VORWERK mod. VK 122 dono di mio babbo dopo essersi accorto di non essere soddisfatto nel suo rendimento, e allora si è comprato il modello nuovo, all’avanguardia della tecnica di aspirazione, e a me ha lasciato questo, perfettamente ripristinato in tutte le sue funzioni dalla ditta WILLIAM RASPANELLI & C. (051/359873).

(In realtà temo che mio babbo volesse il modello nuovo punto e basta. Come quando verso la fine degli anni 80 comprò l’impianto stereo più moderno esistente sul mercato, un modello che per intenderci aveva anche il lettore compact disc, che da quando lo conosco non l’ho mai visto toccare un compact disc neanche per errore, perché mio babbo ascolta sempre la radio, tra l’altro sempre sulla stessa frequenza, a casa, in macchina, e anche in cantina. Stesso discorso per il lettore DVD, che all’epoca era appena timidamente uscito nel mercato audiovisivo, e lui ce l’aveva già, senza peraltro aver mai toccato una videocassetta, se non quelle che tiene ancora incellofanate quando ogni tanto uscivano in allegato al suo quotidiano di fiducia. Inutile dire ora in quale casa è finito il vecchio lettore VHS. Meno ancora menzionare a chi apparteneva la televisione a tubo catodico di casa mia, rimpiazzata da una a schermo piatto LCD in casa sua.)

Ad ogni modo si parlava di tecniche di recupero e smaltimento gatti, ed eravamo arrivati ai gatti remissivi. Per i gatti remissivi il metodo è molto semplice: ci si mette chinati in un angolo del letto, o del divano, o di fronte ai mobiletti bassi della cucina, e si inizia a soffiare forte un paio di volte nella direzione di uscita desiderata. I gatti si offriranno a voi entusiasti come paracadutisti. E quando vengono allo scoperto, e vi posso assicurare che vengono, raccogliere i gatti pinzandoli con le dita e buttarli nel gabinetto è una soddisfazione pari solo a quella del pescatore professionista che tira su il pesce, fa la foto, e poi lo ributta in acqua.

L’unica differenza è che nella mia macchina fotografica non funziona il flash, perché è la stessa macchina che aveva mio babbo prima che si accorgesse che non funzionava il flash, e allora ne comprò una nuova, e insomma diciamo che in quell’esempio del pescatore io potrei fare la foto soltanto di giorno, ma credo a questo punto sia un problema irrilevante.

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  1. appena ho visto la foto, ho pensato subito che fosse un gatto che camminasse sul petto di pollo alla brace(ma credo sia per colpa del pranzo saltato)
    Ora che ci penso tutta questa mia spiegazione logica viene meno, quando l’ho vista non era ora di pranzo.
    In compenso ho raccolto un gatto assieme ad un fermaglio-leone ed è stato veramente opportuno decidersi a non pranzare, subito dopo.

  2. hai mai provato a raccoglierli in quantità da farne un corpo non dico solido ma almeno consistente e ad avvicinargli un accendino, ovviamente acceso? ovviamente il prodigio, cioè l’immediata sparizione del ‘gatto’, è verificabile anche con un unico solo batuffolo, ma quando sono tanti e compatti spariscono all’unisono in una megascintilla non appena la fiamma li sfiora.

  3. accidenti! almeno questi non hanno unghie per graffiare. Sono del tutto innocui e, se li lasci in loco anche per molto tempo, non puzzano.
    E tutto questo solo per andare a mangiare due crescentine…

  4. crescentine che poi non posso neanche mangiare….
    🙂

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