Recensioni dei libri sulle mensole di casa mia (e altre cose nei paraggi)

La fuga dei sassi cinesi

In Cose nei paraggi on 9 novembre 2009 at 07:22

Ci sono opere d’arte moderna che a stare nelle gallerie gli viene la scarlattina. Ce ne sono altre che anche se sembrano esse stesse scarlattina alla fine non gli viene niente perché la scarlattina ce l’hanno già avuta da piccole. Ci sono poi opere d’arte che stanno bene specialmente al mare, altre a Cuneo, ed altre ancora nel bagno di casa mia.

“La fuga dei sassi cinesi” è il titolo dell’opera che ho installato con orgoglio in una parete della vasca da bagno. Si tratta di un’opera dell’artista bolognese Massimo Vitali, e rappresenta l’insofferenza dell’opera d’arte quando è chiusa in luoghi in cui preferirebbe non restare chiusa e allora fugge.

 

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L'opera può anche essere vista come un grafico cartesiano al contrario

 

Alla base dell’idea dell’artista c’è il ruolo dell’arte, la cui natura dovrebbe essere libera di scegliere dove installarsi, senza imposizioni da parte dell’uomo. Come tutti sappiamo purtroppo non è sempre così. Sempre più spesso infatti le opere d’arte vengono segregate sia contro il loro volere che contro un muro. Troppo spesso assistiamo a scene di opere d’arte inchiodate in posti in cui noi stessi non ci sogneremo mai di rimanere appesi per più di dieci minuti a meno che non siamo i custodi. E allora è ora di dire basta con queste forzate imposizioni, è ora di liberare l’arte dall’egoismo dell’uomo!

 

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Veduta d'insieme dell'opera con doccino

 

A questo punto mi si potrebbero fare due obiezioni. La prima: ma sei normale? La seconda: ma come fai a sapere, direbbe l’obiettore di opere d’arte all’artista, che la tua opera con tutti i posti che ci sono sia felice di installarsi proprio nel tuo bagno? Risposta all’obiettore di opere d’arte: innanzitutto grazie per la domanda. La risposta è semplice: perché è proprio lì che l’opera è nata e cresciuta, ed è lì che morirà. Replica dell’obiettore di opere d’arte: allora scusi, ma le opere d’arte, se sono vere opere d’arte, non sono immortali? Risposta: caro obiettore di opere d’arte, ma tu cosa fai veramente nella vita? Non devi andare a fare la spesa? Comunque la risposta è che un’opera d’arte per essere capita deve essere guardata nella giusta prospettiva. La prospettiva in cui guardare “La fuga dei sassi cinesi” è qualunque, purché la si guardi prima da asciutta, poi da bagnata.

 

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L'opera d'arte vista da bagnata

 

Solo così, dallo stato asciutto a quello bagnato, si potrà capire la vera essenza dell’opera, un’opera in cui la Cina del titolo è solo apparentemente lontana, perché in realtà basta bagnarla con un po’ d’acqua che la Cina emergerà prepotentemente dalla materia italiana, traspirando vegetazione cinese, sottoforma di rami di albero.

Se per caso non avete capito niente è perché non siete dei critici famosi conosciuti anche in Irlanda come me. Se foste dei critici famosi conosciuti anche in Irlanda come me, allora sareste famosi, sapreste l’inglese e qualche accenno di gaelico, ma sopratutto sapreste che le opere d’arte sono così, non si capiscono se uno non è del ramo.

 

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Esempi di rami sfuocati

 

E qui di rami ce ne sono tanti, e aspettano solo un po’ d’acqua per venire fuori. Acqua che sarebbe servita anche ad altri due ospiti di casa mia, che come in altri casi io credevo l’avessero avuta, e invece ancora una volta mi sbagliavo, ma questa è un’altra storia.

 

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Un'altra, triste, storia

 

Conclusioni:

 Imparate l’arte: fate uscire il ramo cinese che è in voi.

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  1. belle quelle piantine grasse. deve avertele regalate una persona davvero carina…

    s.
    (che sta per sunofyork e NON per simonetta)

  2. e le opere al tostapane di reimondo? ma vuoi mettere con un po’ d’arte moderna a colazione?

  3. Trovo quest’opera d’arte ed il ragionamento ad esso annesso, di una lungimiranza e profonditá per niente banale.
    L’autore, fintamente schernendosi, ha in realtá colto l’essenza della relazione tra lo spazio (concreto) e l’arte (astratta), trovando un luogo in cui queste due dimensioni antitetiche si mescolano e convivono.
    Immagino peró che l’opera d’arte in questione, per non chiudersi in una dimensione statica, che tradirebbe il dettato del concetto che l’ha portata a nascere, potrebbe e dovrebbe in futuro muoversi.
    Potremo così incontrare i sassi cinesi in salotto accanto la televisione, o sul tavolo da pranzo, accanto agli spaghetti.
    Tutto ciò rappresenterebbe il superamento della dimensione spazio/temporale classica e ridarebbe una dignitá e una prospettiva differente al mondo delle cose, che, come tutti sappiamo, in realtá, ci domina…. Visualizza altro
    I miei piú vivi complimenti!

  4. l’artista non ha risposto alla prima domanda dell’obiettore di opere d’arte…:)

    s

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