Recensioni dei libri sulle mensole di casa mia (e altre cose nei paraggi)

Lettera di Massimo Vitali a colei che Lettera di Lord Chandos donò

In Libri sulle mensole on 11 gennaio 2010 at 15:26
Mia diletta,

 

è con la solerzia di una penna intinta nel vento che mi accingo a scriverle queste righe a caldo, frutto di lettura del vostro preziosissimo dono, la famosa Lettera di Lord Chandos di Hugo von Hofmannnsthal.

Non so se avrò mai l’audacia di spedirle questa mia epistola, essa racchiude in sé parole che potrebbero ferirla, o quantomeno essere fraintese, poiché io non mi pregio di stenderle sapientemente come le stenderebbe il vostro Hugo von Hofmannnsthal qui sotto.

Hugo von Hoffmannsthal con cravatta da calciatore

Benché questa condizione mi gravi sul collo come un pennone da forca, proprio perché questa mia non giungerà facilmente a destinazione, posso dirle senza rischiare di deluderla, che con estrema franchezza – la stessa che nel bene o nel male mi ha accompagnato fino ad oggi – della Lettera di Lord Chandos, il qui presente umile servo vostro, non c’ha capito niente.

O meglio, ha capito che Hugo von Hofmannnsthal era uomo piuttosto abile a scrivere – a cominciare dallo scrivere tutte le volte correttamente il suo nome per intero – solo che era straordinariamente prolisso nella forma. 

Al contrario, riguardo ai contenuti che mi accingo a segnalarle, trovo che Hugo von Hofmannnsthal, chiamiamolo Hugo, sia stato uomo di enorme sensibilità – perdere l’uso della parola per i topi uccisi dal veleno o le murene morte per disgrazia – è espressione rara anche per un odierno animalista tra i più convinti. 

Comprendo che queste mie righe le staranno facendo ribollire il sangue nelle vene, o peggio ancora le faranno schernire la mia persona che ancora una volta ha palesato tutta la sua inadeguatezza nell’interpretare la testimonianza di un grande scrittore che confessa la propria incapacità di dominare il pensiero ed il linguaggio, di arginare la frantumazione del soggetto quale principio ordinatore della realtà, che è poi il problema irrisolto di tutta la letteratura del Novecento. Però purtroppo è così: non ho capito niente. 

Voglia accettare la grazia di un sofferto perdono, e se un giorno vorrà mai concedermelo, abbia solo la compiacenza di non mandarmi a quel paese: mi mandi piuttosto qualche altro libro. 

Suo devoto,  

 

Massimo Vitali

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  1. gentile Massimo Vitali, o Vitali Massimo,
    il mio omaggio era illustrativo del periodo “muto” che la sottoscritta sta vivendo. Un periodo che uno scrittore vive sempre, presto o tardi, prima o poi. A cosa servono le parole? Cosa spiegano? Fino a dove si spingono? Capisco che forse questo non era il momento più adatto per una lettura tanto forte, nella sua profondissima semplicità, essendo Lei nel pieno di una rutilante e insonne risacca di invenzioni e frasi compiute, ma Le assicuro che presto o tardi, prima o poi, questo capolavoro verrà a tormentarla, in senso buono, con quella struggente apnea, o afonia, con cui si dibatte chi scrive, e che – a volte – non trova più un senso, che non sia paradossale, alla propria pagina inchiostrata. Perchè la vita, e la realtà, sembrano avere, di colpo, più senso di ogni fitto o fittizio ragionare sulle cose. E non è la vena a esaurirsi, ma il mondo dell’infanzia. Il gioco. L’io. E ci sono altre tormente, altri tifoni, che ne prendono il posto, mareggiate della realtà “sensibile” e allora, momentaneamente o per sempre, si chiudono le porte a ciò che non può essere detto, nè spiegato, come il dolore, che quando è vero è sempre “muto”. Detto questo, La perdono. Non senza un un po’ di rammarico. E le ricordo una bellissima frase, perfetta per questa concione, che le ha detto tempo fa un’amica nella pausa pranzo: “Possiamo stare in silenzio”….

    • Massimo, sono finito a leggere queste righe attraverso un percorso (di circa un paio d’ore) del quale ti vorrei segnalare l’inizio. A te e a chiunque ne possa essere curioso e interessato (probabilmente Grazia). Si tratta di cercare su google “luigi antonello armando”, aprire il suo sito, poi andare sulla sezione “bollicine 2008-2010”, aprirla e andare sui “commenti” alla pagina 373 dove c’è un post inserito da Antonio alle 15,53 del 15/12/2010 dal titolo: imenotteri. Ciao

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