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Chi fermerà la musica: la risposta definitiva alla domanda dei Pooh

In Cose nei paraggi on 20 febbraio 2014 at 00:40

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“Installarono i behemoth nella stiva, in compagnia degli ippopotami, dei rinoceronti, degli elefanti. Fu un’ottima idea quella di utilizzarli come forza di contrappeso, ma immaginatevi la puzza. E non c’era nessuno che asportasse lo sterco.”

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Le pecore che invadono il palco dell’Ariston in attesa dei behemot, degli ippopotami, dei rinoceronti e gli elefanti

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L’incipit del romanzo di Julian Barnes, Una storia del mondo in 10 capitoli e mezzo può essere la giusta metafora per cercare di capire cosa sta succedendo da molti anni al Festival della Canzone Italiana, località Sanremo: si buttano nel calderone tre o quattro (mila) ospiti e siparietti a caso, per fare da contrappeso alla musica, senza accorgersi che la musica non si sente, ma si sente solo la puzza, perché nessuno si cura di togliere lo sterco.

Io credo che il festival di Sanremo di oggi abbia perso qualunque tipo di credibilità nei confronti di chi crede nella musica. Qualcuno tanti anni fa si tolse la vita come estremo atto di protesta contro un pubblico che mandava in finale una canzone come “Io tu e le rose” e una commissione che selezionava “La rivoluzione” sperando che servisse a chiarire le idee a qualcuno.

Caro Luigi, sapessi ora com’è diventato chiaro a (quasi) tutti il Festival della Canzone Italiana. Sapessi ora come le canzoni, belle o brutte che siano (è soggettivo, ma a parte qualche eccezione, la percezione per chi scrive è quella del baratro verso la seconda) sono diventate solo un lontano ricordo. Sapessi ora come la musica si sia trasformata in una semplice melodia di sottofondo, a una cena tra vicini di casa. Una bella tavolata (tovaglia a fiori) di commensali pronti alla grande abbuffata: c’è il signor Auditel del primo piano, la coppia Luoghi Comuni del secondo, il gruppo Sponsor del terzo, la famiglia Compensi Che Sfamerebbero Il Primo Il Secondo Ma Anche Il Terzo Piano Del Mio Condominio (nome lungo perché nel mio condominio ci sono sei palazzi in totale, cento appartamenti, almeno duecento bocche) e la famiglia Organizziamo Un Finto Suicidio In Diretta Subito Alla Prima Puntata, che vive all’ultimo piano, dove è più facile buttarsi di sotto, altrimenti non funzionerebbe il piano. Maestri di cerimonia, impeccabili nei loro costumi di scena cuciti a tavolino, ansiosi di fare bella figura tra le brutte controfigure, ci sono loro, i padroni di casa: Fabio Fazio e Luciana Littizzetto.

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I padroni di casa mentre lucidano il pavimento prima della cena

I padroni di casa mentre lucidano il pavimento prima della cena

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L'intervento a inizio serata dei commensali dell'ultimo piano

L’intervento a inizio serata dei commensali dell’ultimo piano

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I siparietti di Fabio Fazio e Luciana Littizzetto mi fanno venire l’orticaria. Meglio, la finta ingenuità, l’affetto e la gratitudine universale che dispensa Fazio a chiunque mi fa venire l’orticaria. Il timbro di voce, l’ostentata sfrontatezza e le inutili e incessanti uscite a tutti i costi della Littizzetto invece mi fanno solo venire voglia di spegnere la televisione e ascoltare a testa alta tutti i dischi dei Pooh, dal primo all’ultimo, senza saltarne uno.

Sarebbe troppo facile chiedere al Festival della Canzone Italiana di lasciare spazio solo alla musica e a uno spettacolo che non deve essere spettacolo a tutti costi; sarebbe troppo facile chiedere al Festival della Canzone Italiana di evitare tutti questi ospiti che spaziano dal musicale sociale al caso sociale, dallo sportivo che conoscono in pochi agli attori che conoscono in tanti ma non vorrebbe vedere nessuno; sarebbe troppo facile muovere qualunque critica al Festival della Canzone Italiana perché diciamo la verità, è facile lamentarsi, così facile che verrebbe da dire, se sei così bravo, perché non ci provi tu ad organizzare il Festival della Canzone Italiana la prossima volta?

Inanzitutto grazie per la domanda. In secondo luogo va bene, allora rimaniamo così, il prossimo anno il Festival della Canzone Italiana lo organizzo io. Ma patti chiari e amicizia lunga: se poi si sente puzza non è colpa mia, ma è solo la scia di tanti anni di Festival della Canzone Italiana lasciati andare a male.

Ringrazio Fabio e Luciana ascoltati in sottofondo mentre scrivevo questo articolo che mi hanno dato la giusta spinta per terminarlo alla svelta, spegnere la televisione e tornare al romanzo di Julian Barnes: chissà se almeno lì qualcuno si deciderà a togliere lo sterco.

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Tra i vari commenti ricevuti a seguito di questo articolo, qualche minaccia di morte, qualche insulto personale a me e la mia famiglia, segnalo questo moderato commento di Stefano Cingolani, il quale scrive:

Ma da dove venitè ? Dalla luna ? Ora vi accorgete che nel mondo dello spettacolo girano tutti questi soldi ? Scommetto che non sapete che Ronaldo , Messi ecc guadagnano più di 10 milioni solo per giocare e con gli sponsor ne superano 20 . Certo il festival un anno può piacere di meno o di più , però secondo chi è ad indignarsi che trascina la massa a gridare allo scandalo . Sono 25 anni che ci rubano soldi e ci portano al suicidio ora il problema dell’Italia è Fazio …Ce ne fossero di trasmissioni come “Che tempo che fa” . Mi piacerebbe sapere a chi date il voto cari miei indignati.
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Allora ecco ciò che penso:

Caro Stefano, grazie per la tua riflessione. La differenza tra i giocatori di calcio e i personaggi che ruotano intorno a Sanremo è solo una, ed è lo spettacolo. Nel senso, il mondo del calcio è strapagato perché offre, magari non sempre, io non seguo, ma ogni tanto capita, uno spettacolo sportivo. Qualcosa che nel bene e nel male fa emozionare le persone fino a farne, giusto o sbagliato che sia, una ragione di vita. Sanremo invece è strapagato e non offre niente, nemmeno la musica. Io adoro la musica italiana. Penso sia un patrimonio che abbiamo solo noi in Italia anche perché altrimenti non si chiamerebbe musica italiana. Se Sanremo offrisse uno spettacolo musicale degno dello storico nome che indossa, allora sarei pure d’accordo a riempire chi ci lavora con tutto l’oro del mondo, a patto che non sia io a dovere eseguire il trasferimento. Siccome però Sanremo è tutto fuori che spettacolo musicale, allora tutto questo denaro sonante non lo trovo giustificato. Aggiungo che non ho scritto da nessuna parte che il problema dell’Italia sia Fazio. Quello che hai letto e ti ringrazio per averlo letto è solo un commento circoscritto a uno spettacolo di nome Sanremo. Se poi vogliamo allargare il discorso alla trasmissione “Che tempo che fa” di cui Sanremo nella gestione Fazio non è altro che un surrogato, allora sappi che dal mio punto di vista “Che tempo che fa” ha sicuramente il grande pregio di portare in televisione persone di pregio che di norma non ci vanno, però A) se devi renderlo uguale a Sanremo allora chiamalo “Che Sanremo che fa” e B) se il presentatore e gli ospiti fissi, per modalità di conduzione e presenza scenica mi fanno venire l’orticaria non ci posso fare niente, non lo guardo e non mi lamento neppure. Concludo dicendo che io non vengo dalla luna ma da Bologna, dove in certi posti sui colli specialmente d’estate rischi di vederla così grande che salirci a cavallo è un attimo.
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