Recensioni dei libri sulle mensole di casa mia (e altre cose nei paraggi)

La morale delle due ruote

In Cose nei paraggi on 9 dicembre 2016 at 11:36


premessa: nonostante la mia passione per la moto, ormai da qualche anno sono un orgoglioso possessore di una bicicletta da battaglia. la battaglia è che ultimante il costo delle riparazioni ha superato il valore della bicicletta.

qualche giorno fa, il mio vicino di casa Renzo, di anni 93, una volta al corrente delle mie piccole disgrazie a due ruote, mi ha fatto una proposta: se vuoi ti regalo una delle mie. non ho saputo dire di no. siamo scesi in cantina, io sulle scale lui sul montascale, mi ha mostrato una serie di bici, mi ha elencato pregi e difetti e hanno vinto i difetti. nel senso che di tutte le sue bici alla fine era meglio la mia. perciò gli ho detto: grazie lo stesso Renzo, apprezzo moltissimo, riparerò la mia. lui mi ha fissato abbastanza a lungo da non accettare un rifiuto e poi ha detto: e va bene, allora ci sarebbe questa. si è voltato e mi ha indicato una luce dietro di lui, una bicicletta da corsa che brillava di luce propria per quanto era bella. mi sono coperto gli occhi: no Renzo, non posso, questa è troppo per me. lui ha risposto: all’epoca costava più di due milioni di lire. appunto, è troppo. ho ripetuto. lui ha continuato. questa però non te la posso regalare. ha detto con un sospiro. poi mi ha guardato dritto negli occhi: facciamo che finché sono vivo te la presto. non trovando parole e non potendolo abbracciare, ho continuato a dire no con la testa e lui mi ha prestato anche la pompa per gonfiare le gomme.

siccome la mia più grande paura era quella di dovergli dire un giorno che la sua bicicletta non c’era più, siamo rimasti che se me l’avessero rubata, non potendomi buttare dalla finestra abitando al primo piano, sarei salito sulla sua oppure avrei cambiato casa. ed ecco che da una settimana ho iniziato a usare questa fantastica bicicletta: leggerissima, silenziosa, un portento. i primi giorni uscivo con lei la sera e chiamavo Renzo al mattino per confermargli che la bici era tornata in cantina, non l’aveva rubata nessuno. ora non lo chiamo più però devo comprare luci nuove, parafanghi (se piove sono un uomo strisciato) e soprattutto un antifurto come si deve. insomma mi devo ripagare un’altra bicicletta. ma lo faccio con piacere perché questo oggetto ha un valore affettivo inestimabile. per una persona, ed ora anche per un’altra. fine della premessa, inizio del racconto.

piega
ieri pomeriggio ho preso la mia nuova bicicletta e sono andato in centro per aiutare un’amica a montare un armadio Ikea con le istruzioni. un gioco da ragazzi. ovvero i due ragazzi di Milano che erano nella stanza di fianco per aiutare la coinquilina della mia amica a montare il suo armadio e dopo avere finito di montare il suo hanno finito di montare anche il mio. prima di salutarci, uno dei ragazzi ha visto la bici in cantina e ha detto: bellissima. poi ha aggiunto: se ci giri in città però toccherà portarti dietro almeno un paio di camere d’aria di ricambio. io l’ho guardato come si guarda uno che ti dice se ci giri in città, e io ci giro in città, toccherà portarti dietro almeno un paio di camere d’aria di ricambio, e io so a malapena montare un armadio Ikea con le istruzioni, figuriamoci una camera d’aria. quindi l’ho salutato con un’allegra alzata di spalle, amico dopo vent’anni di inutilizzo ho gonfiato le gomme di questa bici e la sto usando senza il minimo problema da una settimana, non fasciamoci la testa prima di farci male, per piacere. sono ripartito e duecento metri dopo ho bucato.

lui nel frattempo era ripartito per Milano e non ho potuto rincorrerlo, anche perché avevo appena bucato. così sono tornato a casa a piedi. ero nei paraggi di Porta Lame, in località Bologna, a due chilometri da casa, mezzora di cammino. e ho pensato: va bene, si vede che doveva andare così. andare in bicicletta fa bene ma anche camminare aiuta la circolazione e schiarisce i pensieri. sono arrivato a casa pieno di dubbi, ho legato la bici con la gomma bucata in cantina ed è subito sera.

ieri sera dovevo tornare in centro per andare a cena da amici. non potendo contare sulla mia nuova bicicletta, ho preso quell’altra. l’ultimo problema in ordine di tempo della mia bicicletta è il pedale destro che vive di vita propria. ovvero ruota da solo, tutto storto, seguendo un ritmo suo. per pedalare sopra un pedale che ruota da solo, tutto storto, seguendo un ritmo suo, il segreto è alzare il piede, aspettare che il pedale si calmi, tornare sul pedale storto, dare una pedalata storta, tornare ad alzare il piede, aspettare che si calmi, tornare ad appoggiarlo e avanti così fino a destinazione.

molti giri di pedale dopo sono arrivato a destinazione. la casa di una coppia di amici che aveva invitato un po’ di gente a giocare a carte, a soldi, per dimostrare che si può essere sfortunati sia in gioco che in amore. al termine della serata, con buona pace delle mie, avevo distribuito tutte le monete nelle tasche degli altri. poco male, sono uscito di casa più leggero e ho ripreso il mio pesante mezzo a due ruote di nuovo verso casa.

diverse pedalate storte dopo, in direzione Porta Lame, località Bologna, come se la bici avesse annusato il richiamo lasciato da un’altra, ho sentito STOC! come quando ti senti mancare la terra da sotto ai piedi e invece è un pedale rimbalzato sul marciapiede. mi sono fermato, ho imprecato, ho raccolto il pedale, me lo sono messo in tasca e per la seconda volta in poche ore sono tornato a casa a piedi. altri tre chilometri e mezzora di strada a piedi. e ho pensato: è proprio bello camminare, aiuta la circolazione e poi non sei in pericolo se devi mandare un messaggio. così ho scritto un messaggio al padrone di casa per raccontargli l’accaduto e lui mi ha risposto: tranquillo, hai sempre la moto. e io ho risposto, ma giusto così per scherzare: te lo dico domani mattina.

stamattina, in normale ritardo per andare al lavoro, ho messo in moto la moto e la moto non si è messa in moto. nessun segnale di vita. forse per solidarietà alle bici, la batteria ha deciso di scaricarsi e lasciarmi a piedi.

ora, considerando che la settimana scorsa ho venduto la macchina e ho finito tutti i mezzi di trasporto a mia disposizione, posso comunque dare una morale a tutta questa storia ed è che per quanto tu possa sforzarti, per farsi strada nella vita si possono fare le cose anche coi piedi.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: