Recensioni dei libri sulle mensole di casa mia (e altre cose nei paraggi)

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Viaggio al centro del Poliambulatorio Montebello

In Cose nei paraggi on 4 febbraio 2014 at 17:28

Dopo un controllo di routine, la mia dottoressa si accorge che sulla mia tessera sanitaria è sparito un dato, probabile errore del sistema informatico dell’Azienda Unità Sanitaria Locale. Poco male, mi dice, per aggiornarla basta andare all’anagrafe sanitaria con un documento e il certificato medico, si risolve tutto in un attimo.

Vado all’anagrafe sanitaria con un documento e il certificato medico il pomeriggio stesso, ci sono 23 numeri prima del mio. Conto con le dita per sicurezza, ci sono sempre 23 numeri prima del mio. Mi siedo, rifletto un attimo, decido di tornare il giorno successivo, all’apertura del mattino, un’ora e mezza prima di andare al lavoro.

Ore 7,32 del giorno dopo, sportello aperto da 2 minuti: ci sono 8 numeri prima del mio. Poteva andare peggio. Mi siedo, aspetto, ogni tanto controllo i numeri sul monitor, mi guardo intorno, gente a sedere, in piedi, chinata su passeggini, appoggiata ai muri, concentrata su telefonini, che mangia, che tossisce, che bisbiglia, che puzza, evito di guardarmi intorno, trattengo il respiro, chiudo gli occhi e aspetto.

Arriva il mio turno. Mi presento davanti allo sportello dove espongo il problema a una signora che guarda il monitor di fronte a lei, annuisce, guarda il monitor, annuisce e infine sputa il verdetto: spiacente, non posso aiutarla. Curioso, le dico, chi mi potrebbe aiutare? Non lo so, risponde lei. Faccio un bel respiro di quelli che non potevo fare in sala d’aspetto e torno alla carica. Se non lo sa lei, come faccio a saperlo io? Per aggiornare la sua tessera sanitaria le serve un codice che non posso inserire io, mi spiega. E chi lo dovrebbe inserire? Non lo deve chiedere a me, risponde l’addetta allo sportello. Alzo la voce. Signora, mi sta prendendo in giro? L’addetta allo sportello inizia a fissarmi come se le avessi chiesto di passarmi il braccio per un prelievo di sangue, il suo. Aspetti qui un momento, dice alla fine. Si alza a fatica dalla sedia, esce dalla stanza col sedere a forma di sedia e mi lascia sulla mia a contare i minuti: 1 minuto, 2 minuti, 10 minuti.

Primo piano dell'addetta allo sportello in un momento di relax

Questo che in apparenza potrebbe sembrare il mio grugno, è in realtà lo sguardo dell’addetta allo sportello un attimo prima di alzarsi dalla sedia.

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4 Marzo 2013: questa sera si canta a soggetto

In Cose nei paraggi on 6 marzo 2013 at 01:01

direttamente dal mio articolo su ROCKIT:

Ammetto che come mio solito ero partito prevenuto riguardo il concerto di stasera dedicato a Lucio Dalla, e invece devo dire che come ero partito, non sono riuscito nemmeno ad arrivare: c’era così tanta gente in quella piazza dove normalmente non si perde neanche un bambino, che i bambini per non perderli era meglio tenerseli stretti per mano.

Per arrivare in Piazza Maggiore, a Bologna, ci sono tanti modi, questa sera, ore 21, tutti umanamente bloccati. Mai visti tanti posti di blocco civili (senza uniforme) in una città, Bologna, la mia: qualunque strada decidessi di intraprendere per arrivare all’obiettivo, c’era sempre qualcuno (qualche migliaia di qualcuno) arrivato prima di me.

E allora dopo un primo momento di sconforto, passato anche il secondo e poi il terzo, prendi coraggio, guardi in faccia il tuo nemico e dici permesso, mi scusi, sono il babbo di Lucio Dalla, ho un orecchio che non ci sente tanto bene, guardi che la stanno chiamando là in fondo, vada a vedere, mi lascia passare che ho problemi di vista?

Lucio Dalla mentre canta con un orecchio candito (ph. Roberto Serra \ Iguana Press)

Lucio Dalla mentre canta con un orecchio candito (ph. Roberto Serra \ Iguana Press)

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